
La gestione di alloggi turistici comporta precise responsabilità legali, in particolare per quanto riguarda la sicurezza pubblica e il controllo del territorio. uno degli adempimenti più delicati è la dichiarazione di ospitalità, un obbligo che riguarda chiunque ospiti, a qualsiasi titolo, cittadini extracomunitari. in vista del 2026, pur non aspettandoci stravolgimenti normativi radicali, l’attenzione sulla conformità e sulla tempestività dell’adempimento è destinata a crescere. per i gestori, padroneggiare questa procedura e rispettare il rigoroso termine delle 48 ore è essenziale per evitare pesanti sanzioni.
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la dichiarazione di ospitalità non è un adempimento fiscale, ma un obbligo di pubblica sicurezza stabilito dall’articolo 7 del decreto legislativo 286/98 (testo unico sull’immigrazione). essa serve allo stato per tracciare la presenza e la dimora dei cittadini stranieri provenienti da paesi non appartenenti all’unione europea. l’obbligo ricade su chiunque ceda l’uso o il godimento di un immobile.
spesso si fa confusione tra la dichiarazione di ospitalità e l’obbligo di comunicazione giornaliera delle presenze (art. 109 tulps) al portale alloggiati web della polizia di stato. è fondamentale capire che, nella stragrande maggioranza degli affitti brevi a pagamento:
tuttavia, l’obbligo di presentare la dichiarazione entro 48 ore resta un punto fermo da non trascurare se la tua situazione rientra nelle casistiche sopra citate. in sintesi, se sei un gestore professionale e invii correttamente le schedine, sei coperto; ma se offri ospitalità gratuita a un cittadino extracomunitario, la dichiarazione è sempre dovuta.
la normativa è categorica: la dichiarazione di ospitalità deve essere presentata entro 48 ore dall’ingresso dell’ospite nell’immobile. il mancato rispetto di questo termine non comporta una semplice sanzione amministrativa, ma una grave violazione delle norme sull’immigrazione, punibile con severe sanzioni pecuniarie e, nei casi più gravi, anche penali.
la dichiarazione va presentata alla questura competente per territorio o, dove non presente, al comando dei carabinieri. l’invio avviene generalmente tramite:
la necessità di raccogliere i dati, fare le fotocopie e recarsi fisicamente presso le autorità entro 48 ore rende il processo manuale estremamente stressante, specialmente in presenza di un self check-in o arrivi notturni.
lavorare in conformità nel 2026 significa abbracciare la digitalizzazione. l’automazione è l’unica via per garantire la tempestività e la precisione richieste dalle autorità, superando le difficoltà logistiche legate al termine di 48 ore.
il nostro sistema è studiato per semplificare gli oneri burocratici fin dal momento in cui l’ospite extracomunitario inizia la registrazione. check-in scan ti aiuta a:
non lasciare che un adempimento legale così cruciale dipenda da processi manuali obsoleti. assicurati che la tua attività sia preparata per la dichiarazione di ospitalità con l’efficienza e la sicurezza di un sistema automatizzato. prova Check-in Scan e rendi il rispetto della normativa un vantaggio competitivo.