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La tassa di soggiorno è un’imposta che i turisti devono pagare quando pernottano in una struttura ricettiva per una o più notti.
Questo tributo viene applicato a prescindere dal tipo di alloggio: hotel, ostelli, campeggi, appartamenti turistici, agriturismi, ecc.
La tassa di soggiorno deve essere indicata in modo separato e chiaro nella fattura dell’ospite, come voce indipendente (es. “Tassa di Soggiorno: X€ per persona/notte”), insieme al prezzo del soggiorno e alle altre spese. Non è soggetta a IVA aggiuntiva in sé, ma il servizio di pernottamento lo è al 10%. I gestori devono versarla all’amministrazione locale tramite i modelli appropriati, come il modello 950 in Catalogna.
Il ricavato della tassa di soggiorno viene generalmente destinato a:
Il metodo di calcolo della tassa di soggiorno varia da città a città o da regione a regione, secondo le normative locali. I criteri più comuni per il calcolo includono:

In alcune destinazioni, la tassa viene applicata come importo fisso per ogni notte di soggiorno. L’importo può variare in base alla categoria della struttura e alla stagione.
Spesso si tratta di una percentuale bassa, ma l’importo può aumentare in base alla durata del soggiorno e al prezzo dell’alloggio.
Alcune località calcolano la tassa come una somma fissa per persona per notte. A volte varia anche in base all’età del turista e alla categoria dell’alloggio.
In alta stagione o durante eventi speciali, la tassa può essere più elevata.
Quando si pianifica un viaggio, è consigliabile informarsi in anticipo sull’eventuale applicazione della tassa di soggiorno nella destinazione scelta e sull’importo esatto da versare oltre alla prenotazione.
Le informazioni dettagliate sono di solito disponibili sui siti ufficiali del turismo o nei portali di prenotazione online.
Si raccomanda ai gestori di strutture ricettive di tenere conto di questi cambiamenti per garantire una corretta applicazione e fatturazione della tassa di soggiorno, incluso il dettaglio dell’IVA applicabile, mantenendo la trasparenza nei confronti degli ospiti ed evitando possibili sanzioni.

Chi gestisce strutture ricettive sa che la tassa di soggiorno non è un importo unico e fisso. Dipende solitamente da molteplici fattori: regione o paese, tipo di alloggio, numero di notti, numero di ospiti, età (adulti, bambini, esenti), stagionalità, ecc. Questo genera diversi problemi ricorrenti:
Il risultato è un processo lento, soggetto a errori e che crea attrito sia per il gestore che per l’ospite.
Includendo la riscossione della tassa di soggiorno nel check-in online, l’ospite capisce fin dall’inizio cosa sta pagando e perché. Questo riduce le discussioni alla reception, le sorprese dell’ultimo minuto e la sensazione di un “costo extra” inaspettato.
Quando l’ospite arriva, la tassa è già stata riscossa e registrata. Non è necessario calcolarla sul momento, né usare la calcolatrice, né gestire contanti. Il processo in loco diventa più rapido e professionale.
Il sistema calcola automaticamente e registra l’incasso, eliminando il rischio di dimenticare di aggiungere la tassa a una prenotazione, di sbagliare il calcolo o di non lasciare una traccia adeguata per la contabilità o le ispezioni.
Sia il calcolo che la riscossione sono collegati alla prenotazione all’interno di Check-in Scan. Questo semplifica la revisione successiva, la preparazione di report e il rispetto degli obblighi nei confronti dell’amministrazione o del consulente fiscale.
Integrare la riscossione della tassa di soggiorno nel flusso digitale del check-in rafforza l’immagine di una struttura moderna, conforme alle normative e attenta alla trasparenza con il cliente. Allo stesso tempo, aiuta il gestore ad automatizzare un’operazione che in precedenza era laboriosa e manuale.
La nuova funzione di riscossione della tassa di soggiorno non è pensata per complicare la tua operatività, ma per semplificarla. Se utilizzi già Check-in Scan per la registrazione degli ospiti, l’invio dei dati alle autorità o il calcolo delle tasse, integrare la riscossione è un passo naturale:
In questo modo, si passa da un modello manuale, frammentato e soggetto a errori, a una gestione centralizzata e automatizzata in cui la tassa di soggiorno smette di essere un problema e diventa un processo come gli altri, completamente integrato nella tua operatività.
Numerose città in Europa impongono una tassa di soggiorno. Ecco alcuni esempi:
È sempre consigliabile verificare i dettagli specifici e gli aggiornamenti direttamente con le autorità locali o i portali ufficiali della destinazione, poiché le tariffe e le normative possono subire variazioni.
In Italia, la tassa di soggiorno è applicata da numerosi comuni in tutto il territorio nazionale. Ogni amministrazione locale stabilisce autonomamente le proprie tariffe e modalità di applicazione. Si consiglia ai gestori di integrare il calcolo automatico su piattaforme come Check-in Scan per garantire la conformità normativa e fatture chiare.
L’importo varia significativamente da città a città, in base alla categoria della struttura ricettiva, alla località e alla stagione. Ad esempio, la tassa di soggiorno di Roma varia tra 3€ e 10€ per persona per notte a seconda della stagione, mentre la tassa di soggiorno di Venezia prevede una tariffa variabile più un contributo di accesso di 5€.
Le grandi città turistiche come Milano, Firenze e Napoli applicano anch’esse la tassa, con importi che dipendono dalla categoria dell’alloggio e dal periodo dell’anno.
La tassa di soggiorno è soggetta all’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) e deve essere indicata in modo chiaro e separato nelle fatture emesse agli ospiti. È diventata uno strumento fondamentale utilizzato dalle amministrazioni locali per gestire la sostenibilità delle destinazioni turistiche, rispondere alle esigenze della popolazione locale e finanziare infrastrutture e progetti di miglioramento legati all’attività turistica.
Al di fuori dell’Europa, diversi paesi hanno introdotto tasse turistiche: